Pagina 1 - 2- 3 - 4 - 5 - 6 - 7

Troina ha una storia dalle origine antichissime. Scavi recenti hanno individuato insediamenti umani risalenti al neolitico (una fattoria del 6000 a. C.) e la necropoli ancora visitabile e sita sul monte Muganà testimonia della vita preistorica della cittadina.
Sicure tracce della forma dell'antica città d'età greca si riscontrano nella cinta muraria a blocchi, del IV secolo a. C., che racchiudeva quello che è stato sino a qualche decennio fa l'assetto del paese. Resti di terme romane ci ricordano che il periodo che va dal I sec. a C. al II sec. fu discretamente florido per Troina, che molto probabilmente in quei secoli aveva per nome Engyon, almeno a dar ragione ai numerosi studi che partendo da un passo di Diodoro Siculo, hanno identificato nel sito della celebre città delle Dee madri e del famoso ed eccentrico culto che a queste era dedicato, l'attuale Troina.
Centro militare per eccellenza e via di comunicazione tra la Sicilia occidentale e quella orientale, è stato sempre sito ambito dai popoli che si stanziarono da conquistatori o da liberatori, nell'isola. La sua parte alta non a caso consisteva in un enorme Castello (la cui estensione andava dall'attuale Piazza Conte Ruggero alla Piazza Santa Lucia) con quattro porte d'ingresso e numerose torri. I musulmani realizzarono parte della sua struttura urbana del paese. Il suggestivo e labirintico quartiere di Scalforio (in arabo fuori le mura) ne è ancora preziosa rimanenza.
I bizantini vi dominarono a lungo e da Troina, il generale Maniace, preparò a battaglia contro gli arabi stanziati a Cerami. Un'affascinante descrizione letteraria di quell'episodio che il turista oggi può far rivivere muovendosi nei luoghi di allora che ancora sono ben conservati, ce la dà nel suo romanzo, L'amante del paradiso (Mondadori), Silvana la Spina: 'Laggiù sulla rocca è Troina. Una manciata di case tra Nebrodi freddi, tra picchi e colline dall'erba gelida e la punta dell'Etna laggiù che sempre fuma. Una cittadina antica dove da tempo abitano accanto e in buon vicinato musulmani e cristiani, ognuno con le usanze sue, gli uomini si prestano gli arnesi, le donne il cotone pel filato….Insomma brava gente di montagna, dove il qadi va a far visita al prete, e insieme parlano di Vangelo e di Corano, di Cristo e del diavolo tentatore; della santa Anima che vomita rose e che pare diventata un cadavere a furia di digiunare per Nostro Signore, o per Allah che è lo stesso. Gente appunto che sa poco delle cose de4l mondo, dei fatti accaduti e di quelli che accadranno, ma stamani ugualmente a Troina si è svegliata per il gran rumore di cavalli e i ragazzi sono corsi per le strade…. Sale ora chi può sulle case più alte, sul campanile del convento di San Michele o sul minareto della moschea - Vardati là quanti surdati. Quelli là portano il segno della croce, quelli là dirimpetto il vessillo del profeta. Ora godemuni lu scannascanna'